Il primo alfabeto: imparare a leggere il linguaggio del nostro nuovo nato

Il primo alfabeto: imparare a leggere il linguaggio del nostro nuovo nato.
Un incontro pensato per chi è genitore da poco: dal primo al quarto mese di vita del
proprio bambino.

Se non so?
C’è un momento, nelle prime settimane dopo una nascita, in cui tutto quello che avevamo immaginato si scioglie davanti alla nostra creatura, che ancora non conosciamo.
Il sonno non segue nessun orario, il pianto non ha ancora un dizionario, e noi ci ritroviamo a chiederci, più volte al giorno: ha fame? è stanco? ha bisogno di me?
Questo smarrimento non è un segno che stiamo sbagliando qualcosa: è il punto di partenza necessario per imparare a conoscere una persona nuova. Il senso di impotenza che spesso lo accompagna — non capire, non riuscire a calmare, non sapere cosa fare —
è forse la prima cosa che dobbiamo imparare ad accogliere, invece che a combattere, per darci il tempo di prendere le misure con questo nuovo modo di sentire.

I primi tre mesi di vita sono, non a caso, chiamati anche il quarto trimestre di gravidanza.
Una fase di transizione straordinaria, in cui il bambino continua fuori da noi un lavoro di adattamento che poco prima avveniva ancora dentro. Deve abituarsi a un mondo pieno di luci, suoni, temperature nuove — e noi, nello stesso tempo, stiamo imparando a decodificare un linguaggio che non conoscevamo. Per questo il sonno, in questo periodo, non segue ancora i ritmi degli adulti: si muove tra risvegli e piccoli cicli fisiologici che hanno una loro logica protettiva, anche quando da fuori sembrano solo disordine.

Perché fin dal primo giorno, il bambino comunica.
Lo fa con il corpo, prima ancora che con le parole: con gli occhi che cercano o si chiudono, con i ritmi di veglia e di sonno che attraversa senza ancora padroneggiarli, con piccoli segnali involontari — un singhiozzo, uno sbadiglio, un cambiamento nel respiro — che ci avvisano quando qualcosa è diventato troppo. C’è una finestra, quella della veglia calma, in cui il bambino è davvero disponibile all’incontro; e ci sono momenti in cui invece ha solo bisogno che siamo noi, con il corpo prima ancora che con le parole, a prestargli la nostra calma — un contenimento che lo raccoglie, un contatto che resta la lingua più antica che
conosciamo per dirgli ci sono.

In questo incontro, con la guida del modello NBO (Newborn Behavioral Observations,
elaborato dal Brazelton Institute di Boston), proveremo a mettere a fuoco questi segnali:
non un metodo da applicare, ma un invito a osservare quello che il vostro bambino sta già
facendo per farsi conoscere.

La PRENOTAZIONE È OBBLIGATORIA.
Riserva subito il tuo posto:
✉️ E-mail: info@casaprimaluce.it

Data

17 Apr 2027

Ora

10:30 - 00:30

Costo

30€ (quota riservata ai soci)
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