Il cucchiaino e la soglia: continuare ad amarsi, ora con un cucchiaino tra noi

Incontro per genitori con creature nel periodo del divezzamento

Un incontro che comincia da lontano
Fin dai primi giorni, l’incontro tra un bambino e il cibo è già un incontro tra corpi: il seno o il
biberon, il calore, il battito, la voce sopra la testa. È un proseguimento di quello che il
bambino conosceva da dentro il grembo, un continuare a stare insieme attraverso i sensi.
Con i sei mesi, questo incontro prosegue, ma cambia forma: comincia a fare spazio a un
po’ di distanza. Ed è proprio in questo spazio nuovo che si inserisce il cucchiaino: un
piccolo oggetto che si mette in mezzo, tra la bocca del bambino e la mano di chi lo nutre, e
che permette qualcosa di prezioso, ci si può amare anche così, un po’ più separati.

Un corpo che cambia rotta
E non è solo la bocca a cambiare rotta. Sono questi i mesi in cui un bambino comincia a
stare seduto, e da lì il mondo si vede diversamente: le mani, prima strumenti un po’
casuali, iniziano a prendere, a portare tutto alla bocca per conoscerlo, a lasciare la presa
apposta per vedere cosa succede.
Ed è anche il tempo del cucù: quel gioco che ci sembra solo divertente e che invece
racconta una scoperta enorme, che chiudere gli occhi non fa sparire il mondo, ma solo la
vista che ne abbiamo per un istante. Sono tutti segnali dello stesso lavoro: il bambino sta
imparando che le cose, e le persone, continuano a esistere anche quando non le vede,
anche quando non è lui a tenerle in mano.

Le domande che i bambini ci pongono a tavola
Vi è mai capitato che vostro figlio rifiuti una pappa che il giorno prima aveva mangiato
senza fatica? O che si giri a cercarvi con lo sguardo mentre è l’altro genitore a imboccarlo?
Sono comportamenti che spesso leggiamo come capricci, o come questioni di gusto, di
consistenza, di temperatura. Ma dietro un boccone rifiutato, o accettato solo da certe
mani, si muove qualcosa di più grande: il bambino sta lavorando, a modo suo, a una
domanda che nessuno gli ha posto a parole. Chi sei tu che mi offri questo, se non sei lei?
È il tempo in cui, silenziosamente, iniziamo a raccontare ai nostri figli — e a raccontarci —
che il mondo è abitato da più di una persona, che si può esistere separati e restare comunque in contatto.
Ed è qui che il padre trova un posto nuovo e più definito: non più
solo presenza accanto, ma ponte verso quell’altrove che il bambino sta scoprendo
esistere. Un padre che imbocca, che propone, che accompagna questo primo assaggio di
mondo, offre al bambino qualcosa che va oltre il nutrimento: gli mostra che ci si può fidare
anche di un altro sguardo, di un altro odore, di un altro modo di tenere il cucchiaino.

L’incontro
In questo incontro proveremo a stare da questa parte: quella delle domande
che i bambini ci porgono attraverso il loro comportamento, e di come, insieme, genitori e
bambini possano attraversare questo piccolo, grande passaggio — restando vicini, anche
con un cucchiaino in mezzo.

La PRENOTAZIONE È OBBLIGATORIA

Riserva subito il tuo posto:
✉️ E-mail: info@casaprimaluce.it

Data

26 Ott 2026

Ora

17:00 - 18:30

Costo

30€ (quota riservata ai soci)