Sei arrivato come un fulmine a ciel sereno 27 gg prima della data prevista il 30.03.2017.

Eri un piccolo bimbo di 2720 gr adagiato su una mamma che aspettava di poterti allattare, ma che non è stata aiutata a farlo. Durante il nostro pelle a pelle gli operatori sono spariti e tu come un piccolo guerriero provavi ad attaccarti a quel seno che per conformità fisiologica non era il massimo per consentire subito un attacco facile.

Tornammo in stanza, certo il rooming in ci fu, ma ancora una volta nessuno mi aiutò ad attaccarti…passarono diversi operatori e tutti mi dicevano: “Il tuo bimbo è piccino, non ha forza, tu hai un capezzolo ombelicato, è un allattamento destinato a non partire, ti diamo il tiralatte, tiralo ogni 3 ore e dagli quelle poche gocce che riuscirai ad estrarre”.

Il nido da quella sera arrivò ogni 3 ore con le aggiunte, senza neanche più considerarmi e tu piccolo guerriero dormivi inerme nella tua culla, mentre la tua mamma piangeva nel vedere le altre donne allattare felici e noi lì nel nostro mondo fatto di solitudine.

In terza giornata arrivò l’ittero con la fototerapia e in quarta giornata prima delle dimissioni la voce stridula di una operatrice che con insistenza mi ripeteva: “Ci hai provato, non è andata bene, preferisco dimetterti con l’artificiale, meglio una mamma serena e un bambino non allattato ma felice…esistono delle pastiglie per far andare via il latte almeno ti togli il pensiero”.

Lì caddì davvero nello sconforto, come potevano dirmi questo…loro che erano considerati un centro nascita rinomato per il sostegno dell’allattamento (degli allattamenti che si avviano da soli senza difficoltà, oserei dire!).

Chiamai piangendo le mie ostetriche che mi consigliarono di farmi dimettere e che in meno di un’ora arrivarono a casa.

Piangevo…il ritorno a casa non fu felice, ero confusa non sapevo come nutrirti e tu eri piccino, tanto piccino con il calo a 2565 gr.

Quando le ostetriche arrivarono ci trovarono in grande difficoltà. Con decisione presero in mano la situazione, non era tempo per piangere, era tempo di allattare… Mi aiutarono ad attaccarti con l’ausilio del paracapezzolo e si fermarono con noi anche la prima notte.

Il nostro allattamento stava partendo solo in quarta giornata…e da lì in avanti non fu per niente semplice.

Tu prendevi poco peso ed eri attaccato 24 ore su 24…tutti, ma proprio tutti, pediatra incluso, con il passare delle settimane mi invitavano a smettere per tornare a vivere e farti crescere di peso come da manuale.

Io ti guardavo così intento a poppare e a nutrirti che se fossi uscita da quella che agli occhi della gente sembrava una grande schiavitù, non solo non sarei tornata a vivere, ma mi sarei pentita per sempre per non averti potuto dare il tuo primo grande diritto…il mio latte, il mio contatto, il mio amore.

Furono 3 mesi intensi con le ostetriche sempre al nostro fianco che ci supportavano in continuazione con visite, consigli e tanto tanto lavoro fatto principalmente di fiducia.

Al compiere del tuo terzo mese ci fu la svolta definitiva, ero stanca, stremata di averti sempre attaccato senza potermi muovere, ero sconfortata dalla tua crescita minima …

Ancora una volta le ostetriche presero in mano la situazione: “O smetti o togli una volta per tutte il paracapezzolo ed il tiralatte…sono mesi che proviamo a toglierli, adesso è giunta l’ora!”.

Piccolo guerriero, quelle parole mi spronarono una volta per tutte…io non volevo smettere per nessun motivo di allattarti, a metà luglio saremmo dovuti partire per il mare e avevo 15 giorni di tempo per far decollare definitivamente il nostro allattamento.

Ci mettemmo d’impegno entrambi, quando calava la notte e tu dormivi iniziai ad attaccarti senza niente.

Il mio latte iniziò a scorrere a fiumi, sentivo il suo scrosciare nella tua bocca accompagnato dal canto dei grilli e dalle pallide lucciole che in quelle notti di inizio estate brillavano per noi.

Le tue curve di crescita si impennaronno. Partimmo per il mare e avvenne la nostra rinascita.

Oggi sono passati quasi 9 mesi il mio piccolo bimbo è un pupone che ha superato i 10kg…

Io sono una mamma felice di aver combattuto, felice di aver scelto di farmi aiutare (chiedere aiuto non significa perdere ma vincere a testa alta) pronta a sostenere altre mamme con la mia testimonianza, ma soprattutto felice di continuare ad allattare.

INFINITAMENTE GRATA AL PAPÀ DEL MIO BIMBO X ESSERMI SEMPRE STATO ACCANTO.

INFINITAMENTE GRATA ALLE OSTETRICHE X AVERMI AIUTATA E SOSTENUTA SEMPRE: SENZA DI VOI NON SAREI RIUSCITA AD AVVIARE QUESTO ALLATTAMENTO, SENZA DI VOI IL MIO BIMBO NON AVREBBE POTUTO AVERE IL SUO PRIMO DIRITTO:  QUELLO DI NUTRIRSI CON IL LATTE DELLA SUA MAMMA, DONO DI CUI BENEFICERÀ PER TUTTA LA VITA. PER SEMPRE GRAZIE.

Mary

Storie di latte e di amore

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